azine Materiali Magazine Materiali Magazine Materiali Magazine Materiali Mag

venerdì 28 novembre 2014

Giorgio Agamben


Abbiamo scovato e proponiamo quest'ottima video intervista a Giorgio Agamben. Tanti i temi affrontati, segnaliamo la riflessione foucaultiana dei primi quindici minuti, sulla fede (30, sulla sinistra (45), su Marx (48), sulla destituzione del potere (107).


martedì 25 novembre 2014

Sull'affluenza: solite, inutili chiacchere

Alcuni dati sull'affluenza al voto nelle democrazie occidentali: 
nel 2012, presidenziali della rielezione di Obama, la partecipazione è stata del 62%, nelle ultime elezioni di mid term (2014) del 45%; alle ultime europee nel Regno Unito non ha superato il 35%; in Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia sia nelle elezioni europee 2009, sia in quelle 2014 il dato non ha mai superato il 45%. In Francia alle presidenziali 2012 l'affluenza è stata del 79%. L'affluenza italiana alle europee 2014 è stata del 57,22%. Di seguito i dati di partecipazione in Italia, elezioni europee (quelle con minore appeal). Facile vedere che quando si determina un forte grado di politicizzazione del voto, gli elettori vanno più volentieri alle urne ('94 e 2014). Per il resto tendono a votare in massa solo quando la posta in gioco è veramente alta. Basterà per prendere i commenti di queste ore e farne l'uso che meritano? 

 elezioni 200942.94
 elezioni 200445.47
 elezioni 199949.51
 elezioni 199456.67
 elezioni 198958.41
 elezioni 198458.98
A elezioni 197961.99

mercoledì 19 novembre 2014

Il nomade

"La coscienza nomade è affine a ciò che Foucault chiama contromemoria ; è una forma di resistenza all'assimilazione o all'omologazione alle modalità dominanti di rappresentazione dell'io (...) Il tempo del nomade è l'imperfetto: è attivo, continuo. Il nomade percorre la sua traiettoria a velocità controllata. Parla di transizioni e di paesaggi senza distinzioni predeterminate. Non rimpiange patrie perdute. Il nomade intrattiene un rapporto di attaccamento transitorio e di frequentazione ciclica con la terra. Antitesi del contadino, il nomade raccoglie, miete scambia ma non sfrutta." (Rosi Braidotti, Nuovi soggetti nomadi, 2014)


martedì 18 novembre 2014

Un seminario de "Il Cantiere"



L’associazione di cultura politica “il cantiere” si è lanciata in un graduale lavoro di conoscenza della Lingua italiana in generale e del lessico politico in particolare.
A tal proposito, sabato 15 Novembre 2014, "il cantiere" ha svolto la prima sessione di un ciclo seminariale di studio e di approfondimento intitolato L’ABBECEDARIO DELLA POLITICA.

Obiettivi degli incontri seminariali saranno le origini storiche della lingua italiana accompagnate da un lavoro di ricostruzione delle parole e di recupero del loro significato anche politico. A tutto questo, si aggiunge un’analisi precisa del ruolo di rappresentatività dell’identità nazionale ricoperto dall’italiano, con la conseguente ricaduta politica di tale premessa culturale. Inevitabile, quindi, sarà uno studio sulle caratteristiche del linguaggio della politica in Italia e l’analisi delle più recenti tendenze linguistiche dei politici, con uno sguardo particolarmente attento alle dinamiche dello slittamento semantico e della metaforizzazione.

Si tratterà, insomma, di un viaggio alla scoperta delle origini e degli usi della nostra lingua nell’ambito dei messaggi politici, dell’etimologia delle parole chiave rilette in questo senso, dei meccanismi del cambiamento semantico, al fine di restituire alla politica i suoi termini nuovamente arricchiti partendo dal loro significato originario e reale. 

In questa precisa direzione, “il cantiere” ha in animo di realizzare, appunto, con l’aiuto di esperti, l’ABBECEDARIO DELLA POLITICA. 

L’ambizione, perciò, è quella di scrivere, insieme, un'opera collettiva, una sorta di abbecedario o dizionario, in cui le parole della politica italiana possano ritrovare il loro significato originario e riappropriarsi della pienezza del loro contenuto.       

Temi del primo incontro, che si è tenuto a partire dalle ore 16.00 presso il Boscolo Hotel Aleph di Roma (Via di S. Basilio, 15), sono stati: l’origine dell’italiano, con l’intervento coinvolgente e accattivante della Prof.ssa Maria Carosella (Linguista – Univ. degli Studi di Bari “Aldo Moro”) dal titolo "Dal latino volgare al fiorentino. Appunti per la biografia dell’italiano", e l’italiano della politica, con l’intervento davvero magistrale del Prof. Lorenzo Renzi (Filologo – Univ. degli Studi di Padova) intitolato "il lessico politico italiano".
Si sono uniti alla riflessione con domande e considerazioni anche gli iscritti de "il cantiere" che hanno animato l'intero pomeriggio con una partecipazione attenta e attiva fino alle ore 20. È intervenuta nel dibattito anche la prof.ssa Alessandra Serra, docente presso l'Università degli Studi di Viterbo "La Tuscia", relazionando sul linguaggio politico attraverso i media, la tv e i social-network soffermandosi anche sulla comunicazione utilizzata dall'attuale premier, Matteo Renzi. Si è trattata di una tavola rotonda di sicuro interesse per la qualità degli interventi e degli intervenuti. 
Per chi avesse voglia e curiosità, alcuni momenti dell'incontro seminariale, organizzato dall'associazione "il cantiere", si possono rivedere e riascoltare su Liberi.tv, la web tv diretta da Gianni Colacione.

Pier Paolo Segneri

lunedì 10 novembre 2014

Luigi Malerba (11-11-1927)

L'11 novembre 1927 nasceva Luigi Malerba (+ 2008), scrittore ironico, spiazzante, ambiguo. Come suggeriscono alcuni suoi titoli: Il serpente, Salto mortale, Le Pietre volanti. Uno dei narratori di punta del Gruppo '63,  apparteneva  a quella generazione di scrittori (Lombardi, Manganelli, Arbasino) per i quali il linguaggio non era strumento di comunicazione, ma fattore costitutivo dell'operazione letteraria messa in atto. Oggi alcuni giovani temerari stanno raccogliendo quell'eredità. Ne riparleremo.




sabato 8 novembre 2014

Rodotà: il giurista vate

Solito pezzo, nel senso che sono gli stessi argomenti da decenni, di Rodotà su "la Repubblica" di oggi (8-11). Dopo aver messo in guardia verso i pericoli plebiscitari incarnati da Renzi, il  quale vorrebbe addirittura cancellare i "mediatori sociali" (leggi sindacati)  ed evocato parentele con l'altro noto aspirante caudillo degli anni '80 (Craxi), ripropone la solita minestra. Con qualche piccola variante, scaturita dalla recente elaborazione sui beni comuni.

1)  La sinistra non Pd dovrebbe finalmente unirsi e misurarsi con la ridefinizione dei significati di libertà, uguaglianza, solidarietà (una cosetta da niente), senza curarsi degli svariati fallimenti di questi anni. Sfidando la storia. R. non è sfiorato dal sospetto che se da Democrazia proletaria, ai Verdi, a Rifondazione, a Italia dei Valori, a Sel, ai popoli arancione e viola non si è concluso nulla negli ultimi trent'anni una ragione dovrà pur esserci.

2) Varare una nuova politica costituzionale che, ispirandosi alla carta più bella del mondo (l'italiana, naturalmente), cancelli la "controrivoluzione economica" affermatasi in Europa in questi anni. Solo qui risiede, a suo parere, "non solo il compito di una opposizione di sinistra, ma il fondamento essenziale di un governo democratico". Come dire, applichiamo la Carta nella sua splendida, prima parte e tutto si risolverà. 

Napolitano dovrebbe dare le dimissioni nel corso del 2015.


venerdì 7 novembre 2014

Lester Bowie (8/11/99)

   
L'otto novembre 1999 ci lasciava Lester Bowie ('41), una delle voci più creative e coerenti del jazz contemporaneo. Fondatore dell'Art Ensemble of Chicago, ha sempre ribadito il legame tra ricerca e critica del presente. Un ricordo  dell'indimenticabile "dottore", scritto da Chiris Kelsey.


It is hard to express our collective loss in Lester Bowie's passing. He had an impact that will survive through his contemporaries and their recordings. Here is an excerpt from a published biography.
From the 1970s, Lester Bowie has been the preeminent trumpeter of the jazz avant-garde -- one of the few trumpet players of his generation to successfully and completely adopt the techniques of free jazz. Indeed, Bowie has been the most successful in translating the expressive demands of the music -- so well-suited to the tonally pliant saxophone -- to the more difficult-to-manipulate brass instrument. Like a saxophonist such as David Murray or Eric Dolphy, Bowie invests his sound with a variety of timbral effects; his work has a more vocal quality, compared with that of most contemporary trumpeters. In a sense, he's a throwback to the pre-modern jazz of Cootie Williams or Bubber Miley, though Bowie is by no means a revivalist. Though he's certainly not afraid to appropriate the growls, whinnies, slurs, and slides of the early jazzers, it's always in the service of a thoroughly modern sensibility. And Bowie has chops; his style is quirky, to be sure, but grounded in fundamental jazz concepts of melody, harmony, and rhythm.
Bowie grew up in St. Louis, playing in local jazz and rhythm & blues bands, including those led by Little Milton and Albert King. Bowie moved to Chicago in 1965, where he became musical director for singer Fontella Bass. There Bowie met most of the musicians with whom he would go on to make his name -- saxophonists Joseph Jarman and Roscoe Mitchell and drummer Jack DeJohnette among them. He is member of the Association for the Advancement of Creative Musicians and (in 1969) the Art Ensemble of Chicago.
Bowie's various bands have included From the Root to the Source -- a sort of gospel/jazz/rock fusion group -- and Brass Fantasy, an all-brass, post-modern big band that's become his most popular vehicle. Bowie's catholic tastes are evidenced by the band's repertoire; on albums, they have covered a nutty assortment of tunes, ranging from Jimmy Lunceford's "Siesta for the Fiesta" to Michael Jackson's "Black and White."
Besides his work as a leader and with the Art Ensemble, Bowie has recorded as a sideman with DeJohnette, percussionist Kahil El'zabar, composer Kip Hanrahan, and saxophonist David Murray. He was also a member of the mid-'80s all-star cooperative the Leaders. Bowie's music occasionally leans too heavily on parody and aural slapstick to be truly affecting, but at its best, a Bowie-led ensemble can open the mind and move the feet in equal measure. 

 https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGlOMTC7oA_DBVGLtBHfZD4_c2zVgtpEd5J8pOAx5dzPCNjXB1BVomJ9nT0_9bnQBz_sJX7aLzozoJV-GkQsTL3uShG6F_DLFafDByx5BFsLD5hC1jLKRFiEj76iqIMUbwvuPftBZR9iw/s1600/bowie1.jpg