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venerdì 30 agosto 2013

Stroncatura di Siti

"Resistere non serve niente", il romanzo di Walter Siti vincitore dell'ultimo Strega, esprime in fondo coerentemente lo stato attuale del romanzo in Italia. Trame criminal finanziarie, sesso, accenti disincantati sulla irriformabilità del capitale, prossima fine della democrazia. Il tutto condito nel più tradizionale involucro della narrativa ottocentesca: il romanzo storico che qui si trasforma in una sorta di romanzo - testimonianza retto dalll'immancabile narratore onnisciente. Ed ecco che l'io narrante, invece di uscirne mutilato come nell'ultimo Busi, ne risulta esaltato, confermato nelle sua capacità di "dire la verità". Con buona pace del miglior romanzo novecentesco che proprio dall'assassinio dell'io, era partito. E' come se la narrativa italiana proprio non riuscisse a fare a meno dei moduli ottocenteschi e si ostinasse a rimanere ad un suo stadio infantile. Ma ciò altro non è che il risultato del divorzio tra critica e scrittura, tra teoria e linguaggio. Assistiamo ad una regressione impensabile in altri campi. ve lo immaginate un compositore che scrivesse alla maniera di Puccini, un architetto che proponesse i moduli di Piacentini, un pittore che copiasse i macchiaioli ? Eppure nel romanzo accade. Passi per la narrativa di genere, sinceramente di consumo alla Lucarelli o alla Camilleri che alle sue leggi deve pur obbedire. Ma che tutto ciò rappresenti il "nuovo grande romanzo italiano", secondo la pomposa definizione che Lodoli ha dato del libro di Siti, non lo si può accettare. E allora l'invito é a non leggere Siti, ma dedicare due ora alla lettura (rilettura) delle ultime cinquanta pagine de "L'Uomo senza qualità" o del monologo di Molly Bloom.  In nome della guerra alla trama, ora e sempre. 


venerdì 2 agosto 2013

Letta, il Pd e B.

Piccolo quesito sulla condanna definitiva di B. e sul ruolo del Pd. E' più importante con chi si sta al governo o ciò che si fa al governo ? 
Se si dà per buona la seconda, come è ovvio per una forza riformista, allora si dovrà giudicare l'esecutivo Letta sugli obiettivi raggiunti. Che si riducono a due: 1) messa in campo di provvedimenti decenti in grado di dare respiro all'economia, 2) approvazione di una nuova legge elettorale o, se le condizioni lo consentiranno, varo di una riforma costituzionale in primis per la forma di governo. Tutto il resto è noia. Comprese le grida da sinistra di chi vorrebbe il Pd killer di Letta. Nel '58 in Sicilia il Pci diede vita ad una coalizione di governo (regionale) con i neofascisti "in nome dei superiori interessi dei siciliani", come disse allora Emanuele Macaluso. Era il Pci di Togliatti. 
 
  Silvio Milazzo

domenica 28 luglio 2013

Il Tao della mistica, Yves Raguin

Gesuita, linguista, grande viaggiatore, missionario, Yves Raguin traccia in questo volume, nato da un corso che tenne tra il 1977 e il 1982 all'Istituto dell'Estremo Oriente di Taipei, un affresco vasto e dettagliato delle pratiche contemplative asiatiche, spaziando dal buddhismo al taoismo, dallo zen allo yoga, dal confucianesimo ad altre culture ancora. Le via della nuova spiritualità passano attraverso le contaminazioni fra religioni per farne nascere una nuova che, per dirla con Capitini, non preveda credenti ma persuasi non pratichi la carità ma la compresenza.

Il tao della mistica. Le vie della contemplazione tra Oriente e Occidente

domenica 14 luglio 2013

Foreste Urbane

Partendo dall'analisi di uno dei fenomeni critici più rilevanti per la capitale, la gestione del ciclo dei rifiuti con l'incombente chiusura della discarica esaurita di Malagrotta, l'architetto Gaetano De Francesco propone come invertire un circolo vizioso facendo rivivere un territorio degradato e deprivato a causa dell'estrazione di materiali per la produzione di calcestruzzo.
I terreni ormai svuotati dall'attività estrattiva sono riportati in equilibrio con il compost prodotto dalla frazione umida dei rifiuti e trasformati in "foreste urbane" cedue. Con il prodotto finale, legname da costruzione, sarebbe possibile invertire il circolo vizioso cava-discarica con un ciclo virtuoso in cui si coniugano un modello di sviluppo sostenibile e nuove strategie architettoniche e paesaggistiche che si inseriscono a buon titolo in una "green economy".
Il lavoro, sostenuto da una consistente base di dati statistici, grafici e documenti, si inserisce in
una collana diretta da Nino Saggio, "The ProActive Revolution in Architecture".
L'intento della collana è quello di proporre una rivoluzione del punto di vista negli studi urbanistici e di architettura: partire dalla crisi anziché da una soluzione.
Le risposte arriveranno, anche per serendipità, grazie alla combinazione delle capacità, dell'intelligenza e della creatività dei progettisti.
Il libro "Foreste Urbane", primo volume della collana, è disponibile in formato elettronico sul sito Lulu.com


venerdì 28 giugno 2013

El especialista del Barcelona

El Especialista de Barcelona è il miglior romanzo italiano degli ultimi dieci anni, scritto dal migliore scrittore italiano vivente. Aldo Busi compie un'operazione semplice nella quale risiede il cui prodest stesso della scrittura. Inventare un linguaggio e grazie a quello, come diceva sanguineti, "letteraturizzare" il mondo. Creare dei dispositivi ambigui, degli enigmi, delle allegorie che lo testualizzi. Compito del lettore critico è non soltanto di svelare l'indovinello, ma di capirne le ragioni, ricostruirne i perchè, valutare l'idelogia letterarie e politica naturalmente) che vi presiede. Nel dialogo dello Scrittore con una foglia la trama scompare, così come scompaiono i ben ventiquattro personaggi intorno cui si avvolge. Contano le digressioni, le invettive, i ragionamenti sul desolato presente che circonda lo Scrittore. Nessuna scrittura contemporanea riesce a rappresentare l'osceno con tanta violenza e leggerezza. L'ipotassi ampia, sinfonica, non estranea alla tradizione, ampiamente frequentata da A.B., si sviluppa su un tono colloquiale, volutamente basso, grottesco, sbracato. Il precedente è nell'Arbasino dell' "Anonimo" e di "Fratelli d'italia", seppure meno composito, meno incline alle citazioni e agli elenchi. I risultato è una lingua non meno potente che assegna allo Scrittore il compito di fornire non tanto il piacere del testo, che pure c'è, quanto i veleni del testo (altra citazione sanguinetiana). Il che vuol dire spingere il lettore verso i sentieri della demistificazione, del rifiuto delle identità fisse, dello straniamento. Il contrario dell'immedesimazione e del coinvolgimento emotivo. Busi riesce a tenere la temperatura della scrittura sempre molto bassa, il che non gli impedisce di provocare incendi e attentare all'odine costituito. L'unica possibilità che lo Scrittore sembra concedere è l'dentificazione nell'orgia liberatoria e sovversiva cui si abbandonano i campesinos messicani nelle spelendide pagine finali del romanzo.

giovedì 13 giugno 2013

"La grande bellezza" di Sorrentino

"La grande bellezza" è un grande film. E lo è perché Sorrentino si pone (e risolve brillantemente) un problema fondamentale: come raccontare la realtà senza che l'autore vi si sovrapponga oppure scompaia in una falsa pretesa oggettività ? Il che equivale a fare del proprio lavoro un lavoro, innanzitutto, di linguaggio. E' il primo passo per evitare il ricorso a moduli narrativi scontati, conseguenza della voglia di mettere ordine, di interpretare, ridurre a moduli ideologici consolidati. Sorrentino ha scelto di rinunciare alla narrazione tradizionale, smontando il meccanismo rassicurante della trama (questa l'eredità felliniana più profonda), per inserire il protagonista e la folla che lo circonda nello spazio de umanizzato di Roma. Il racconto procede per giustapposizione di quadri, come nel mnuovo romanzo del '900 (l'omaggio iniziale a Céline può essere letto anche come allusione al rifiuto del realismo), accumulando suoni, volti, maschere, case prima e dopo le solitarie passeggiate del protagonista. I personaggi non hanno profondità psicologica, non evolvono secondo una pretesa verità dell'autore. Che lavora sui movimenti vorticosi della macchina da presa e sul suono, spesso eccessivo, sgradevole. La parola ha poco spazio, anche Servillo vi si affida con cautela cedendo alla tentazione solo nel fulminante monologo sulla terrazza. Prevale, invece, il suo sguardo scettico che nel corso del film si trasforma in maschera di dolore. Non è né un film su Roma, né sulla crisi italiana che, non a caso, non viene degnata di facili allusioni. Qui si misura la distanza di Sorrentino da banali rappresentazioni mimetiche, come quella del "Caimano" di Moretti. Non c'è nessuna denuncia, nessun senso comune da affermare. L'unica alternativa all'autodistruzione, questo è il tema di fondo del film, è scendere dalla giostra, recuperare consapevolezza. La ripresa di un dialogo con se stessi e il mondo (le radici richiamate dal personaggio di Verdone) che inizi a contrastare il rumore. E allora, come farà Servillo - Jep, forse si tornerà a riveder le stelle. E a scrivere romanzi.

mercoledì 5 giugno 2013

50 anni dal Gruppo '63. L'avanguardia è ancora possibile ?

A cinquant'anni ormai dalla sua data di fondazione, il "Gruppo'63" continua a suscitare grandi discussioni sia per le sue teorie che per le sue proposte operative. Così che le istanze di quel Gruppo continuano a essere pressanti e urgenti ancora nella situazione attuale per chi non si accontenti della riduzione della letteratura a fiction e vada alla ricerca di scritture che "facciano pensare", alimentando l'intelligenza e allenandola per essere pronta alle sfide del futuro. 
Ma oggi è ancora possibile l'avanguardia in letteratura ? E' ancora possibile pensare a scritture non riconciliate al dominio del consumo e dell'intrattenimento ? E' possibile pensare di tornare  a cannoneggiare il quartiere generale come cinquant'anni fa ? Sì, se pensiamo all'avanguardia non come movimento storico ma ad una pratica inesauribile della produzione artistica. E allora si tratta solo di trovare i modi e mezzi perché la vecchia talpa della letteratura di ricerca torni a scavare. Magari trovando, oggi come allora, i vari Bassani, Cassola, Moravia da sbeffeggiare.