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lunedì 6 dicembre 2010

Efficienza o devozione?

Una riflessione sul comportamento quotidiano nel mondo del lavoro (ma si potrebbe estendere la riflessione ad altri campi): siamo portati a ritenere prioritario raggiungere obiettivi programmati in un tempo ragionevole preventivato o mostrarsi pronti a garantire obbedienza e devozione a capi e responsabili di turno?
A quanto pare, in Italia, l'endemico sottodimensionamento delle capacità organizzative e l'eccessiva propensione a far prevalere aspetti emotivi e interessi personali sulla necessità di mettere a punto processi efficienti generano dinamiche frustranti e, in definitiva, infelicità; cioè proprio il contrario di ciò che, a chiacchiere, ci sta a cuore!
Perciò il lavoratore ideale è maschio, devoto all'azienda, privo di interessi sociali o impegni familiari. Un esempio illuminante in una testimonianza di Stefania Baucé su l'Unità .
E un dubbio: un apparente punto di forza della nostra talvolta bacchettona, familistica, mammona e maschilista italianità non sarà forse anche l'insopportabile palla al piede della nostra classe dirigente e di ogni serio tentativo riformatore in direzione di un'efficiente e solidale convivenza democratica?
p.c.