martedì 24 luglio 2012
Testimoni della non violenza: Toyohiko Kagawa
Il 10 luglio 1888 nasceva Toyohiko Kagawa, il "Gandhi giapponese", cristiano riformatore, pacifista, attivista sociale. Avversario della politica imperialista giapponese, nel 1940 scrisse un'Apologia per la Repubblica cinese vittima dell'aggressione da parte del suo paese. Studioso di economia agraria, che aveva approfondito a Princeton, si fece promotore di un nuovo metodo di lotta all'erosione del suolo grazie alla diffusione della forestazione. Nominato al Nobel per la letteratura nel '47 e nel '48 e per la Pace nel '54 e nel '55. Morì nel 1960.
venerdì 20 luglio 2012
Pietà verso gli animali
"L'uccisione degli animali è un esercizio di violenza che abbrevia la distanza all'uccisione dell'uomo, alla guerra. Non per nulla si è detto spesso che il mondo animale si vendica dell'umanità facendola divenire carnefice di se stessa nelle guerre. Nessuno potrebbe negare l'orrore che desta lo spettacolo di un campo di battaglia: acuendo la sensibilità e senza sforzare tanto l'immaginazione, si dovrebbe provare qualcosa di analogo, e non il semplice disgusto, visitando un macello o una cucina con i polli, i conigli, eccetera, scorticati e sanguinanti". (E. Marcucci, Che cos'è il vegetarismo, Edizioni dell'Asino, 2011).
Piero Martinetti (nella foto), Aldo Capitini, Edmondo Marcucci intellettuali militanti libertari, non violenti, anti specisti. Un filone tutt'altro che minore del nostro '900, estraneo al fallimento dei tanti "pensieri lunghi".
domenica 15 luglio 2012
John Main e il mantra cristiano
Il domenicale del Sole 24 ore è una delle poche luci nel panorama dell'informazione culturale contemporanea. In confronto il supplemento del Corriere, Lettura, sembra l'Intrepido. Gianfranco Ravasi vi parla di John Main. Un monaco benedettino che applicò alla preghiera cristiana la meditazione mantrica. L'aveva appresa durante un lungo soggiorno in Malesia a metà degli anni '50. Da lì scaturì la World community for chiristian meditation, attiva nel mondo anglo sassone, sconosciuta da noi. Il metodo sperimentato da Main consiste nel ripetere come un mantra la parola Maranatha che in aramaico significa "vieni signore". Per 20 o 30 minuti. Studiò anche i classici cristiani, in particolare Cassiano, nelle cui Collationes colse delle affinità con la meditazione orientale.

venerdì 13 luglio 2012
Riformare la politica, partendo dalle idee
Il
problema della crisi non è tecnico, ma politico. La questione da
affrontare, infatti, non è soltanto economica o finanziaria, ma
coinvolge in profondità la vita di tutti i giorni, il nostro modo di
agire, di pensare, di relazionarci con gli altri. E’ una crisi che
colpisce l’assetto stesso dei partiti politici, il loro modo di essere
organizzati, la concezione che essi hanno della cosa pubblica e del
ruolo che dovrebbero svolgere nella società. La politica, allora, può
rinascere sul campo delle idee, del dialogo, della discussione. La
partitocrazia, invece, oggi più di ieri, sta cercando di trovare un modo
per sopravvivere a se stessa. Ma la crisi che stiamo vivendo è crisi
delle vecchie abitudini, delle certezze personali, dei nostri errori e
di quelli degli altri, di come porre rimedio. E’ un cambiamento profondo
che scuote le nostre presunzioni, le arroganze, la paura. E’ una crisi
che riguarda il concetto stesso di democrazia, l’idea di partecipazione
politica, il valore della rappresentanza. E’ una crisi che si fa sentire
soprattutto sul piano istituzionale e sociale, ma che viene da una vera
e propria crisi antropologica e culturale, civile e civico. E’ una
crisi politica che colpisce soprattutto il sistema della giustizia, lo
“stato di diritto”, la legalità. Sull’esito di una tale trasformazione,
tuttora in corso, non azzarderei previsioni: può andar bene e può andar
male, può essere una crisi di crescita o un ennesimo rigurgito
reazionario e illiberale. Di una cosa, però, sono sicuro: un problema di
tale entità non si può risolvere limitandosi ad interventi tecnici o
semplicemente adottando misure finanziarie, economiche e di bilancio.
Siamo di fronte a qualcosa di più grande e di più profondo. Siamo di
fronte a qualcosa che gli attuali partiti non hanno capito o non
vogliono capire perché, altrimenti, dovrebbero anche ammettere il loro
totale fallimento, salutare gli astanti e chiudere i battenti. Qui non
basta la soluzione tecnica. Lo vado ripetendo da mesi e mesi. Lo scrivo
quando posso, dove posso. Lo ha detto anche Mario Monti il 4 novembre
scorso, prima che venisse nominato senatore a vita e, quindi, ben prima
di ricevere l’incarico dal Presidente Napolitano di formare il governo:
“Il problema non è tecnico, ma di passare a un’altra politica”. Ma qual è
questa politica “altra”? Quella dei tecnici? Quella della
partitocrazia? Quella del Potere fine a se stesso? Quale? Gli “Amici dell’Opinione”
sono impegnati, ormai da tempo, proprio su tale fronte nel tentativo di
rispondere a queste domande e con lo scopo di formare un campo
liberal-democratico e riformatore che in Italia ancora non c’è. C’è,
però, tutto un mondo da reinventare, da costruire, da immaginare. E’ in
gioco il futuro. Infatti, sono i grandi temi della politica che
ritornano a porsi come punti ineludibili e nevralgici per la risoluzione
della crisi: la democrazia, la libertà, la giustizia, l’uguaglianza, la
selezione della classe dirigente, la circolazione delle idee, il ruolo
dei partiti, il riconoscimento dei meriti e la scelta dei metodi.
Insomma, la crisi che stiamo vivendo è una crisi politica. Per
risolverla, è necessario passare dalla partitocrazia alla politica,
un’altra politica.
Pier Paolo Segneri
membro della Giunta esecutiva di Radicali Italiani
lunedì 9 luglio 2012
Una storia (faziosa) d'Inghilterra di Chesterton
Ripubblicato, dopo la prima edizione del 2003, Breve storia d'Inghilterra di G.K. Chesterton, curato e tradotto da Paolo Allegrezza (Rubbettino).
Non è un testo
per specialisti ma l'intervento di uno dei più importanti intellettuali
del tempo che sente il bisogno di scrivere per illuminare il lato
nascosto, dimenticato della storia del suo Paese. Due i bersagli
polemici scelti: il primo si connette alla falsa origine anglosassone
del popolo inglese sovrapposta dagli storici dell'Ottocento, con
un'abile operazione culturale, al passato romano e cristiano, il secondo
concerne il controverso ruolo assunto dall'aristocrazia nel Settecento;
se per un verso fu la protagonista della definitiva affermazione del
parlamento e della costruzione dell'impero, per un altro legò sempre più
le sorti del Paese alla Germania contribuendo al definitivo distacco
dell'Inghilterra dalle sue origini cristiane.
venerdì 6 luglio 2012
PPP in salsa sado maso
Piccola consolazione la mancata vittoria allo Strega del romanzo di Emanuele Trevi su Pasolini. Un'operazione furba costruita intorno al tema sempreverde della morte di PPP. Stavolta si parte da Salò e Petrolio per sostenere l'idea di un PPP propenso all'androginia sulla scorta dei misteri Eleusini. A latere la figura erinnica di Laura Betti, custode del fondo Pasolini e sadica interlocutrice dell'autore da giovane. Quale il senso di un'operazione del genere ? Nessuno, a parte l'occhiolino strizzato al sado maso. Più utile sarebbe parlare di PPP scrittore e intellettuale e delle sue contraddizioni (non trascurabili, come notò a suo tempo Sanguineti). Ma i santi, meglio se torbidi, sono tanto confortanti e aiutano a vendere. Nel video il PPP su cui merita ragionare.
domenica 1 luglio 2012
Da che mondo è mondo
Tutti ci illudiamo
perché non ascoltiamo
ciò che dice la natura
ma basta ascoltare a lungo
la terra e il cielo
per cominciare a intendere
che siamo solo ospiti.
Il peggio è passato, mi dico,
mentre ci affidiamo al visibile,
mentre anche il candore più delicato
è parte dell'implacabile macchina del mondo.
Cesare Viviani, Infinita fine, Einaudi 2012.
perché non ascoltiamo
ciò che dice la natura
ma basta ascoltare a lungo
la terra e il cielo
per cominciare a intendere
che siamo solo ospiti.
Il peggio è passato, mi dico,
mentre ci affidiamo al visibile,
mentre anche il candore più delicato
è parte dell'implacabile macchina del mondo.
Cesare Viviani, Infinita fine, Einaudi 2012.
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