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martedì 14 giugno 2011

Offendi la Camusso? Allora fuori dalla Cgil

L'episodio di cui è stata vittima Susanna Camusso, segretario confederale Cgil fatta oggetto di un offensivo striscione da parte di iscritti trentini al suo stesso sindacato, consente una piccola riflessione sul linguaggio pubblico. Ne abbiamo parlato già a proposito della violenza verbale dei tea party (a proposito, sono finiti nel dimenticatoio) e, recentemente, riguardo alla Chiesa. E' forse venuto il momento di praticare la contestazione non violenta del linguaggio offensivo, doppiosensista, sessista in voga non solo in tv. E' l'estrema conseguenza della degenerazione prodotta dal combinato berlusconismo - bossismo, cui non è, tuttavia, estraneo lo schieramento opposto con l'improbabile italiano di Di Pietro. Si sostiene che tutto ciò serva a comunicare, ad essere vicini alla gente. Andatevi a risentire i discorsi di Di Vittorio, Li Causi, Petroselli, leader provenienti dal popolo. Parlavano la lingua del popolo, ma non erano mai osceni o violenti. Utilizzavano la lingua per comunicare le loro idee non per compiacere. E loro, l'italiano lo parlavano.

La cronaca di repubblica.

sabato 11 giugno 2011

Mezzo pollo a testa

Inquietanti considerazioni sulla crescita delle retribuzioni nell'ultimo decennio al netto dell'inflazione in un articolo da La Repubblica che fa riferimento ai contenuti del rapporto annuale Bankitalia per il 2010 pubblicato il 31 maggio e di cui si consiglia una consultazione più approfondita. (Vedi sul sito www.bancaditalia.it ).
Una prima morale è che davvero è necessario mettersi a studiare un po' di statistica per imparare a leggere bene i dati. Altrimenti si rischia di essere superficialmente irretiti dalla macchietta, come nella vecchia storiella del mezzo pollo a testa: vogliono convincerti che va bene così, peccato che tu digiuni mentre l'altro si sbafa un pollo tutto intero...
Alcune considerazioni:
1) Tra i dipendenti pubblici rientrano manager, consiglieri e consulenti strapagati, spesso imposti dai politici di turno.
2) Nel settore - paradigmatico - dell'istruzione le retribuzioni crescono meno della metà che in quello dei servizi domestici!
3) Dati fuorvianti vengono diffusi spesso per precedere vessazioni (o peggio) di minoranze o categorie su cui attirare lo sdegno popolare. Quali purghe governative sono al varco per il settore pubblico ?

venerdì 10 giugno 2011

La politica degli annunci

Ci risiamo, il nostro governo continua ad annunciare meraviglie di cui però gli italiani non riescono a vedere gli effetti.
L'ultima di una serie di proclami: scosse all'economia divulgate attraverso i media, opere pubbliche mai rese operative salvo quelle che rientrano nelle varie emergenze (e finiscono per costare molto di più), riduzione delle tasse.
Intanto il nostro PIL continua ad agonizzare, mentre Germania e Francia tirano la ripresa europea e i paesi asiatici ci superano lasciandoci al palo.
(Leggi i dati dal Sole24ore)

Per ricordare la serie degli effetti annuncio passati e presenti proponiamo ancora due link, entrambi da "La Repubblica":
- commento di M.Giannini del 9 aprile
- reportage sul CdM di ieri .
Continua così la divaricazione destabilizzante tra riformismo mediatico di facciata e riforme realizzate da un governo in una democrazia rappresentativa.

martedì 7 giugno 2011

Sinistra e lucida follia ?

Riportiamo di seguito il testo di una lettera di Danilo Dolci ad Aldo Capitini del marzo 1954. Dolci e Capitini hanno un posto d'onore fra i "sepolti vivi" del nostro '900. Entrambi portatori di esperienze che avrebbero molto da dire - l'ascolto, l'ottica dal basso, la non violenza, la pratica del digiuno - a chi vuole provare a cambiare le cose (il Pd, i riformisti ?), ma spesso difetta della narrazione.


Trappeto,

Caro Aldo sarebbe cosa bellissima che ai primi di settembre tu potessi tenere qui un seminario su Gandhi. Non solo ci saranno molti nostri amici ma alcune centinaia di pescatori e vaccari, braccianti. Si potrebbero far stampare pagine di Gandhi, ecc. Oppure potresti parlare di San Francesco e di Gandhi. Inutile dirti che preziosissimo "pubblico" c'è (...) Io da domenica prossima andrò a pescare per due mesi: fin che non potrà esserci altra fonte immediata di vita, per questi pescatori, per quanto mi ripugni voglio essere......loro complice.
Tuo in Dio
Danilo

sabato 4 giugno 2011

La repressione al tempo di Wojtyla

Un video che documenta i provvedimenti repressivi adottati durante i 27 anni del pontificato di Karol Wojtyla.

giovedì 2 giugno 2011

Innamorati dell'Islam. Un'esperienza monastica nel deserto

Un luogo aspro e tenace, scavato nella pietra, disegnato dal vento e dalla luce: un antico monastero in Siria, a 80 chilometri a nord di Damasco, il Monastero di san Mosè l’abissino, risalente al VI secolo, ha ripreso vita da poco meno di una trentina d’anni, grazie a Paolo Dall’Oglio, che vi ha fondato una comunità monastica. Con quali prospettive? Con quali speranze? Superando quali difficoltà? Paolo Dall’Oglio racconta la sua storia di gesuita, diventato poi monaco, proprio perché convinto che è nell’incontro con l’altro che il cristiano mette alla prova se stesso, e profondamente persuaso che il mondo musulmano ha un compito da portare avanti per tutta l’umanità: quello di mostrare la fratellanza di tutti gli esseri umani. A dispetto dei fondamentalismi, a dispetto delle chiusure, a dispetto delle reciproche diffidenze e ostilità. E questo, anche nella Siria che vive lo spettro della guerra civile.

A corredo del post sul sacerdozio femminile, la vicenda di una comunità religiosa ispirata alla condivisione raccontata dal suo fondatore in una recente puntata di "Uomini e profeti" (Radio 3).

ascolta la puntata di Uomini e profeti.

mercoledì 1 giugno 2011

Infallibilità maschile e assolutismo

Si segnala un interessante articolo comparso sull'ultimo numero di Adista (Adista notizie n° 44 - giugno 2011). Si allarga il dibattito sul ruolo delle donne nella chiesa cattolica, grazie a due gesuiti statunitensi; rischiando probabili censure, essi esprimono motivate critiche sul metodo delle decisioni indiscutibili spacciate quasi per dogmi nel pontificato di Woytila in merito alla ministerialità delle donne.
Intanto si compie un'altra condanna senza processo: il vescovo della diocesi australiana di Toowoomba, mons. William Morris, che nel 2006 aveva espresso opinioni favorevoli al sacerdozio femminile, è stato allontanato dal suo incarico dopo un'ispezione vaticana durata ben 5 anni. (Per la notizia dettagliata vedere su noisiamochiesa.it ).
Ci si potrebbe chiedere: basteranno le epurazioni passate presenti e future per inibire definitivamente il dialogo ed eventualmente il dissenso?