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martedì 14 agosto 2012
Eretici: la "realtà nuova" di Tartaglia
Quello di Ferdinando Tartaglia è un nome che oggi quasi nessuno conosce. E a dire il vero neanche negli anni, tra il '45 e il '49, quando la sua avventura assunse una qualche rilevanza pubblica, fu mai popolare. Fu un riformatore religioso, appartenente a quella strana schiera di utopisti che pensarono di riformare non il cristianesimo, ma la religione. Si batterono per una nuova religione universale, la "realtà nuova", secondo la bella definizione che ne diede lo stesso Tartaglia. Fondò e diresse senza risparmio insieme a Capitini il Movimento di religione, un'esperienza tanto elitaria quanto "impossibile" nell'Italia dell'immediato dopoguerra che presto si dissolse. Da allora si chiuse nel silenzio, si sposò e trascorse gli anni gli rimasero fino alla morte (1987) nello studio e in una discreta pratica di carità. Poco prima di morire ottenne la riconciliazione con la Chiesa che l'aveva a suo tempo scomunicato. Ha lasciato una produzione sterminata in larga parte inedita. Fu anche, a suo modo, un intellettuale militante. Impegnato senza calcoli nella diffusione delle ragioni del rinnovamento spirituale, prima che politico.

mercoledì 8 agosto 2012
Riformatori religiosi: Luigi Trafelli
Luigi Trafelli (Nettuno, 1881 - 1942) fu un matematico, fisico e riformatore religioso. Fautore di un superamento del cristianesimo teistico e dogmatico, consegnò il suo pensiero ad una serie di piccoli saggi, dai quali traspare l'influenza di Tolstoj e l'ispirazione antiautoritaria. XX secolo dopo Cristo: Ubi Christianus (1917); Dottrina di Cristo - Haceldam (1924); Il testamento di Cristo ritrovato e pubblicato (1934); L'encyclique testamentaire de l'ile de déportation et de martyre du Pape Léon (1938). Fu corrispondente di Edmondo Marcucci che lo cita nelle sue Memorie.

sabato 4 agosto 2012
Uriel da Costa: le radici della religione aperta
Nell'aprile 1640 Uriel da Costa, teologo portoghese ebreo, figlio di conversos, era frustato per 39 volte sul sagrato della sinagoga di Amsterdam. Fu poi costretto a distendersi a terra in segno di umiliazione, mentre la folla lo calpestava. Pochi giorni dopo si suicidò, sparandosi.
Era stato costretto ad abiurare: aveva contestato l'ispirazione divina della bibbia, i dogmi e la ritualizzazione della fede, giungendo alla conclusione della coincidenza tra Dio e natura. Denunciò le religioni organizzate come fonte di violenza e autoritarismo. Sempre ad Amsterdam un altro filosofo farà proprio di lì a poco il suo insegnamento: Baruch Spinoza.
Nel dipinto, L'umiliazione di Uriel da Costa (Anonimo).
sabato 28 luglio 2012
Giovanni Pioli: non violenza, anti militarismo, religione aperta
Giovanni Pioli (m., 1969) è un nome che non può mancare nella ricostruzione della storia del pensiero e dell'azione libertari, non violenti, anti militaristi e anti clericali nel secolo scorso. Ex sacerdote, sostenitore del modernismo, in seguito militante pacifista e non violento, vegetariano. Fu autore di un'instancabile opera di diffusione della "religione aperta", utilizzando la formula capitiniana, che lo portò a contatto con il movimento pacifista internazionale. Secondo Edmondo Marcucci, che gli dedica ampio spazio nelle sue Memorie, fu il primo a parlare della W.R.I.(War resister's international) di cui fondò la sezione italiana. Fu fra i primi e più attivi promotori dell'obiezione di coscienza in Italia. Le sue opere si trovano solo nelle biblioteche pubbliche.

martedì 24 luglio 2012
Testimoni della non violenza: Toyohiko Kagawa
Il 10 luglio 1888 nasceva Toyohiko Kagawa, il "Gandhi giapponese", cristiano riformatore, pacifista, attivista sociale. Avversario della politica imperialista giapponese, nel 1940 scrisse un'Apologia per la Repubblica cinese vittima dell'aggressione da parte del suo paese. Studioso di economia agraria, che aveva approfondito a Princeton, si fece promotore di un nuovo metodo di lotta all'erosione del suolo grazie alla diffusione della forestazione. Nominato al Nobel per la letteratura nel '47 e nel '48 e per la Pace nel '54 e nel '55. Morì nel 1960.
venerdì 20 luglio 2012
Pietà verso gli animali
"L'uccisione degli animali è un esercizio di violenza che abbrevia la distanza all'uccisione dell'uomo, alla guerra. Non per nulla si è detto spesso che il mondo animale si vendica dell'umanità facendola divenire carnefice di se stessa nelle guerre. Nessuno potrebbe negare l'orrore che desta lo spettacolo di un campo di battaglia: acuendo la sensibilità e senza sforzare tanto l'immaginazione, si dovrebbe provare qualcosa di analogo, e non il semplice disgusto, visitando un macello o una cucina con i polli, i conigli, eccetera, scorticati e sanguinanti". (E. Marcucci, Che cos'è il vegetarismo, Edizioni dell'Asino, 2011).
Piero Martinetti (nella foto), Aldo Capitini, Edmondo Marcucci intellettuali militanti libertari, non violenti, anti specisti. Un filone tutt'altro che minore del nostro '900, estraneo al fallimento dei tanti "pensieri lunghi".
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