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lunedì 22 agosto 2011

Quale GMG ?

E così si è conclusa anche questa edizione della GMG, col saluto di Benedetto XVI che ha dato appuntamento ai suoi “boys” a Rio de Janeiro nel 2013.
Tenuto conto delle polemiche che tale raduno ha scatenato fra gli “indignados” di Madrid, (i quali hanno criticato tanto gli elevati costi organizzativi sostenuti per l’occasione, quanto il presunto eccesso di deferenza riservato da Zapatero al pontefice), c’è da chiedersi se non vada cambiato qualcosa nell’impostazione e nello spirito dell’evento.
Forse sarebbe utile per il futuro aggiungere all’acronimo GMG una “C” finale, per render chiaro che – pur nella sua apprezzabilità – una simile iniziativa non può arrogarsi il diritto di definirsi tout court “Giornata Mondiale della Gioventù” se non limitatamente alla porzione sedicente “cattolica”, la sola che in essa possa riconoscersi. E anche così, a ben guardare, essa non rispecchierebbe la totalità dei giovani cattolici: non tutti infatti avrebbero considerato imperdibile l’esperienza del sorteggio per “vincere” il privilegio di confessarsi col Papa in un inquietante cubicolo bianco. Almeno qualcuno avrà pensato che se il confessore e il penitente si fossero seduti l’uno accanto all’altro su due semplici sedie, sarebbe stato un segno ben più efficace e umanizzante.
Se mai si volesse imprimere una svolta a questo tipo di raduno, sarebbe auspicabile renderlo un’autentica “Giornata mondiale della gioventù”, creando spazi di incontro e confronto su temi di comune interesse fra i giovani del mondo (a prescindere dalle rispettive diversità culturali, religiose, sociali e ideologiche), in cui la proposta cristiana potrà ancora validamente interpellare le persone a patto che rinunci a qualsiasi tentazione auto-celebrativa e auto-referenziale.
DaS

sabato 4 giugno 2011

La repressione al tempo di Wojtyla

Un video che documenta i provvedimenti repressivi adottati durante i 27 anni del pontificato di Karol Wojtyla.

giovedì 2 giugno 2011

Innamorati dell'Islam. Un'esperienza monastica nel deserto

Un luogo aspro e tenace, scavato nella pietra, disegnato dal vento e dalla luce: un antico monastero in Siria, a 80 chilometri a nord di Damasco, il Monastero di san Mosè l’abissino, risalente al VI secolo, ha ripreso vita da poco meno di una trentina d’anni, grazie a Paolo Dall’Oglio, che vi ha fondato una comunità monastica. Con quali prospettive? Con quali speranze? Superando quali difficoltà? Paolo Dall’Oglio racconta la sua storia di gesuita, diventato poi monaco, proprio perché convinto che è nell’incontro con l’altro che il cristiano mette alla prova se stesso, e profondamente persuaso che il mondo musulmano ha un compito da portare avanti per tutta l’umanità: quello di mostrare la fratellanza di tutti gli esseri umani. A dispetto dei fondamentalismi, a dispetto delle chiusure, a dispetto delle reciproche diffidenze e ostilità. E questo, anche nella Siria che vive lo spettro della guerra civile.

A corredo del post sul sacerdozio femminile, la vicenda di una comunità religiosa ispirata alla condivisione raccontata dal suo fondatore in una recente puntata di "Uomini e profeti" (Radio 3).

ascolta la puntata di Uomini e profeti.

mercoledì 1 giugno 2011

Infallibilità maschile e assolutismo

Si segnala un interessante articolo comparso sull'ultimo numero di Adista (Adista notizie n° 44 - giugno 2011). Si allarga il dibattito sul ruolo delle donne nella chiesa cattolica, grazie a due gesuiti statunitensi; rischiando probabili censure, essi esprimono motivate critiche sul metodo delle decisioni indiscutibili spacciate quasi per dogmi nel pontificato di Woytila in merito alla ministerialità delle donne.
Intanto si compie un'altra condanna senza processo: il vescovo della diocesi australiana di Toowoomba, mons. William Morris, che nel 2006 aveva espresso opinioni favorevoli al sacerdozio femminile, è stato allontanato dal suo incarico dopo un'ispezione vaticana durata ben 5 anni. (Per la notizia dettagliata vedere su noisiamochiesa.it ).
Ci si potrebbe chiedere: basteranno le epurazioni passate presenti e future per inibire definitivamente il dialogo ed eventualmente il dissenso?

mercoledì 4 maggio 2011

Wojtila: materiali (contro) informativi

Sul pontificato di Karol Wojtila è tempo di far conoscere alcuni dati, meritoriamente raccolti dalla rivista Adista nel 2003, non emersi dal turbine mediatico di questi giorni. Si tratta del numero impressionante di teologi e religiosi espulsi o ridotti al silenzio tra il 1978 e il 2003. Un'opera di scientifica ed efficacissima repressione che ha silenziato, in nome della "verità", qualsiasi voce osasse esprimere dissenso all'interno della Chiesa. Una venticinquennale operazione repressiva da far invidia ai più spregiudicati dispositivi di controllo mai sperimentati nella storia del potere. Se Michel Foucault fosse vivo vi troverebbe una inesauribile miniera di studi.

Storia di una repressione

lunedì 2 maggio 2011

La svolta necessaria

L'unica possibile forma di partecipazione ecclesiale, dopo la lunga guida Woytila-Ratzinger di un cattolicesimo che non ammette dialogo interno, resta solo l'obbedienza? Staremo a vedere. Ancora una volta solo tre mesi fa (3 febbraio) un gruppo di 144 teologi tedeschi, svizzeri e austriaci levano la loro voce per sollecitare concreti passi verso una maggiore attuazione delle indicazioni conciliari. Molti i temi affrontati, grandi i rischi assunti: ogni espressione non gradita ai vertici vaticani è stata sempre pesantemente censurata in ogni modo nell'ultimo ventennio. Le persone coinvolte, riprese, anche rimosse dal loro incarico sono decine. Gli argomenti che sono automaticamente tabù: la ministerialità femminile, la discussione del celibato, aperture nella pastorale di omosessuali, conviventi, divorziati.
Per un approfondimento si consiglia la lettura integrale del documento pubblicato su www.sueddeutsche.de e tradotto da finesettimana.org
Intanto le comunità di base fiorentine dopo il convegno del maggio 2009 "Il vangelo che abbiamo ricevuto" hanno continuato a riunirsi ancora a febbraio 2010 e con il recente appello Per interrompere il silenzio propongono un nuovo incontro pubblico per il prossimo 30 maggio.
Due dubbi:
- la discussione sembra appena iniziata, riuscirà a "finire"?
- la grande maggioranza dei cristiani è interessata al dialogo?
Il dibattito è aperto.

sabato 30 aprile 2011

Su Wojtyla servono voci dissonanti

In questi giorni nei quali imperversa il can can mediatico sulla beatificazione di Woitjla è utile ribadire l'esigenza di un'esperienza cristiana veramente liberante, alternativa al rigido conservatorismo che contraddistinse il pontificato del Papa polacco. W.,insieme a Joseph Ratzinger, è stato il grande architetto di una Chiesa sempre più autoreferenziale e attenta a reprimere ogni voce di dissenso, demolitrice del Vaticano II. Sempre più lontana dal sentire contemporaneo. C'è bisogno, invece, di una Chiesa che divorzi dal potere (e dal denaro) e faccia i conti con la libertà. Le due cose vanno insieme.
Le parole di Hans Kung in questo video, sono da questo punto di vista motivo di sprone e speranza.

martedì 19 aprile 2011

Bianchi o Capitini ?

Sulla crisi della Chiesa e sulle ragioni dello "scisma silenzioso", proponiamo due contributi utili a sviluppare una riflessione non convenzionale. Un recente intervento di Enzo Bianchi, pubblicato sulla rivista dei gesuiti Jesus, che affronta l'attuale disorientamento nella Chiesa e propone una sorta di tregua dei conflitti e una delle 49 lettere di religione di Aldo Capitini, la n. 10 risalente al 1952. Due proposte molto diverse fra loro: la prospettiva del cammino all'interno della Chiesa, nel caso di Bianchi, una riforma religiosa (delle religioni) che superi ogni struttura di potere per aprirsi alla nuova spiritualità della compresenza in Capitini.

mercoledì 6 aprile 2011

Le 95 tesi di Fox. Il video

Il video dell'intervista di Radio Radicale a Matthew Fox, il teologo (ex domenicano) che ha presentato le nuove "95 tesi" di fronte alla basilica romana di Santa Maria Maggiore. Il cui reggente è il card. Bernard Law, ex vescovo di Boston, noto per avere occultato per decenni le violenze compiute dai sacerdoti pedofili.
Nell'intervista Fox parla anche della grave crisi che la Chiesa cattolica sta attraversando negli Usa.

http://www.radioradicale.it/scheda/324627/le-95-tesi-di-matthew-fox

venerdì 1 aprile 2011

Matthew Fox. Un cristianesimo senza peccato

E' in questi giorni in Italia Matthew Fox, il teologo statunitense autore di "In principio era la gioia" (1983), costretto alla fine degli anni '80 ad abbandonare l'ordine domenicano. In quegli anni alla guida della Congregazione per la dottrina della fede vi era Joseph Ratzinger. Domenica 3 aprile alle ore 12 parteciperà ad un dialogo pubblico con Vito Mancuso all'Auditorium Parco della musica. Pezzo forte della giornata l'affissione sul portale della basilica di Santa Maria Maggiore delle "nuove" 95 tesi, ricordando quanto fatto da Lutero il 31 ottobre 1517 a Wittenberg. Al centro della riflessione di Fox il rifiuto del peccato originale come caposaldo del cristianesimo, l'idea di una sua comunione con la natura e con gli esseri umani, una spiritualità della libertà. Un cristianesimo anti autoritario e lontano dal potere. Diverso, molto diverso da ciò che è oggi. Temi per i cristiani adulti di oggi. Nel filmato Vito Mancuso presenta la collana "Campo dé Fiori" dell'editore Fazi, inaugurata dal libro di Fox del 1983.

domenica 21 novembre 2010

Una teologa ruvida

In occasione della morte di Adriana Zarri sono usciti molti commenti (segnaliamo l'ottimo finesettimana.org) che hanno permesso di ricostruire una straordinaria avventura spirituale e politica. Già perché la Zarri nel cliché dell'apocalittica non ci rientrava affatto. Per chi seguiva i suoi interventi e ne conosceva lo spirito urticante verso le gerarchie, si verificava l'incontro con posizioni libere accompagnate sempre dalla voglia di capire e di comunicare. Una donna che ha costruito tanto rendendosi protagonista di un'attività letteraria e saggistica incessante, fino all'ultimo. Qui sta la sua eredità, qui stanno le ragioni del silenzio proveniente oggi dalla Chiesa dei Palazzi. Segue un'intervista ad Enzo Bianchi, anche lui come la Zarri testimone di un cristianesimo che oggi sembra provenire da un altro pianeta, sulla vicenda dei monaci francesi narrata dal film "Hommes de Dieu".


p.a.

giovedì 2 settembre 2010

Voci dalla Chiesa italiana

Intervista a Mons. Alessandro Plotti, già vescovo di Pisa, su alcune questioni cruciali che stanno attraversando il pontificato di Benedetto XVI. Nuovo Concilio, celibato ecclesiastico, ruolo delle parrocchie, movimenti, questione sociale, simonia.
Introduce un breve dialogo tra Paolo Allegrezza e l'autore dell'intervista, Paolo E. Cretoni.

1a parte - nuovo concilio


sabato 29 maggio 2010

DIO

Riprendiamo da The front page.

Il concetto di Dio ci è stato via via utile per sconfiggere la paura dell’ignoto, per dare un senso alla nostra esistenza, per aiutarci nella ricerca della felicità; ed è stato, altrettanto spesso, un ostacolo alla libera ricerca e alla realizzazione responsabile di sé. Ma si tratta, appunto, di un concetto: di una ‘cosa’ cioè che ci appartiene interamente, e che non esiste al di fuori di noi. Tutti i guai combinati dalle religioni – e sono tanti! – ricadono sotto la completa responsabilità degli uomini: Dio non c’entra un bel nulla (....)

Ora che in Occidente le religioni tradizionali si sono fortemente indebolite, e la secolarizzazione si è compiuta, un nuovo risveglio spirituale è possibile e probabilmente necessario. La curiosità per il mondo che ci circonda è la scintilla da cui nascono la scienza, la filosofia e la religione: non c’è ragione di rinunciare a questa curiosità, né di decidere in anticipo chi abbia più cose da dire sull’argomento. E non c’è da aver paura delle parole: la ragione umana – quella stessa che ‘produce’ la doppia elica del DNA e le schiere angeliche, Dio e il multiverso – è una sola, e ci appartiene tutta quanta.

Il testo completo in http://www.thefrontpage.it/2010/05/29/dio-esiste/

sabato 22 maggio 2010

Oltre lo scandalo

La pedofilia è solo una parte del problema. Questo il messaggio emerso dall’ultima puntata di Annozero. E’ in fondo facile condannare i silenzi del passato, come fa Ratzinger, o promettere penitenza. Molto più difficile definire una nuova presenza della Chiesa che prescinda dal rapporto ossessivo con il potere. E’ quest’ultimo, altro che il relativismo, a pregiudicarne la credibilità in Occidente. E a favorire i silenzi, le rimozioni, le sottrazioni dalle responsabilità. Come certi vecchi comunisti italiani, indisponibili fino all’ultimo a denunciare gli orrori dell’Urss per paura di fare un favore all’odiato capitalismo.

D’altra parte, nella società dell’informazione e della sconfitta delle grandi narrazioni, le doppie morali non sono più possibili. E allora il povero papa tedesco dovrebbe ricostruire l’intero edificio. Le questioni sono sempre quelle: libertà d’espressione, ruolo delle donne, celibato, questioni etiche, interessi economici. Insomma, fare la pace con il Vangelo. Finché si è in tempo. Un compito immane che R. non pare in grado di affrontare. E allora, largo al prossimo scandalo.


lunedì 10 maggio 2010

Radcliffe

Segnaliamo un personaggio che all'interno della Chiesa sostiene una teologia dell'accoglienza e della riconciliazione con la contemporaneità. E' Timothy Radcliffe, maestro dell'ordine domenicano tra il 1992 e il 2001. Sostenitore della possibilità di matrimonio per i sacerdoti cattolici, ha detto parole chiare sullo scandalo pedofilia. «Quella attuale è una crisi tremenda per la Chiesa... È... molto più che la crisi delle violenze sessuali perpetrate su dei minori da parte di alcuni sacerdoti e religiosi. E' la crisi di tutta la concezione del sacerdozio e della vita religiosa». Vive ad Oxford, fa conferenze in tutto il mondo. Per una volta non ci troviamo di fronte al missionario un po' "matto" o al teologo marginale alla Kung o alla Mancuso. Qui siamo nel cuore del cristianesimo occidentale. Quello che tanto ha a cuore Ratzinger.

giovedì 15 aprile 2010

Concilio o decadenza?

Rilanciando il dibattito sul Concilio già in corso sul blog, consigliamo un'attenta lettura dell'intervento di oggi di Hans Küng (cfr. articolo su "La Repubblica" in PDF da finesettimana.org) in cui si invitano i vescovi a parlare e a sollecitare un concilio per discutere su punti concreti e condivisi. Su un piatto della bilancia la crisi, sull'altro "un segno di speranza" e una prospettiva per la chiesa.

La Redazione

giovedì 8 aprile 2010

concilio vaticano terzo

Dinanzi agli arroccamenti ormai sempre più frequenti della gerarchia cattolica e ad atteggiamenti difensivi sempre meno "difendibili", credo sia giunto il tempo per una mobilitazione dal basso (parrocchie, movimenti ecclesiali, gruppi spontanei ...) per invocare la convocazione di un Concilio Vaticano III quale occasione di indispensabile ripensamento, rinnovamento e confronto con gli uomini del nostro tempo (alla maggioranza dei quali è peraltro sconosciuto l'apporto del frequentemente citato Concilio Vaticano II....)
Le motivazioni di tale urgenza sono state ben espresse da Vito Mancuso in un suo recente articolo (cfr. articolo su "La Repubblica" del 25.2.2009).
Si tratta in questo caso di "materiale contro-riformista"....
DaS

sabato 27 marzo 2010

RATZINGER

Suscita compassione Papa Ratzinger accusato di avere coperto i misfatti dei preti pedofili. Stretto com'è nella morsa di un'istituzione che ha fatto, e fa ancora, della segretezza e della difesa ad oltranza di sé la sua bussola. In realtà ad essere sotto accusa è tutto l'apparato ecclesiastico, di cui nessuno ha avuto il coraggio di portare lo scandalo all'esterno. E persino molti fedeli che sapevano e hanno preferito tacere. Dal Vaticano, però, si evocano il maligno in agguato e un presunto complotto ateista. Posizioni improvvide. Nell'era della rete lo spazio per le doppie morali è sempre più ridotto.

Alleghiamo due articoli: uno di Vittorio Messori che non condividiamo, in cui si tirano in ballo addirittura i giacobini tagliatori di teste (come se la Chiesa non ne abbia tagliate nella sua storia) e un altro di taglio storico di Adriano Prosperi.
(da finesettimana.org)
- Leggi Messori
- Leggi Prosperi

mercoledì 17 marzo 2010

CRISTIANESIMO RIFORMISTA ?

Nel commentare l'uscita di un inedito di Hans Jonas, Mancuso alza coraggiosamente il tiro. Mette sotto accusa non Bertone o Ratzinger, ma Agostino e Paolo. Al loro cristianesimo impregnato di sfiducia nell'uomo e fondato sulla salvezza unicamente per via della fede, contrapppone una visione umanista fondata su Pelagio ed ereditata da Pico, Erasmo, Bonheffer, Tehillard. L'uomo può salvarsi anche con le opere che nobilitano la sua appartenenza al creato. Secondo Mancuso da rivedere anche la centralità della croce celebrata da Agostino, Paolo e due millenni di storia della Chiesa. Al suo posto la Gratia creationis che consente di scegliere una vita buona e giusta. Grazia aperta anche ai non credenti. Le tesi di Mancuso possono essere valutate in tanti modi, ma certamente rimettono in discussione l'idea stessa di cristianesimo. E costituiscono una risposta all'interminabile crisi che la Chiesa sta vivendo nelle società occidentali. A suo modo, un riformista.

Leggi l'articolo di Mancuso

Articolo su Mounier da "Le Monde" (citato nel commento)

giovedì 11 marzo 2010

BERLUSCONI E I DOMENICANI

Se pure i domenicani denunciano pericoli per lo stato di diritto, allora sta accadendo qualcosa di nuovo. Con l'invito a smetterla con i ricorsi Bersani ha fatto centro. Per fare le riforme però ci vuole altro. E nel dopo B., ormai sempre più vicino, perché escludere una grande coalizione ? Nel '66 - 69 alla Spd portò bene. Vai all'articolo