Riportiamo un piccolo estratto del Manifesto Accelerazionista di Alex Williams e Nick Srnicek. Il testo abbonda di parole come futuro, programma, costruzione, neo illuminismo, orizzonti. Immancabili le citazioni da Lenin. Prospettivismo duro a morire nel pensiero critico che in realtà nulla è se non desiderio critico, pratica critica, corpo critico. Proprio quei piccoli spazi di relazioni non capitalistiche che qui sono sbeffeggiati, con buona pace dei sacerdoti dell'altrove.
(...) Crediamo che la distinzione più importante della sinistra di oggi si
trovi tra coloro che si attengono ad una politica del senso comune [folk politics] basata su localismo, azione diretta ed inesauribile orizzontalismo e coloro che delineano ciò che deve dovrebbe chiamarsi una politica accelerazionista,
a proprio agio con una modernità fatta di astrazione, complessità,
globalità e tecnologia. I primi si ritengono soddisfatti con la
creazione di piccoli spazi temporanei di relazioni sociali non
capitalistiche, evitando i problemi reali connessi a nemici che sono
intrinsecamente non locali, astratti, e profondamente radicati nelle
infrastrutture di tutti i giorni. Il fallimento di tale politica è si
trova fin dal principio costruito al suo interno. Al contrario, una
politica accelerazionista cerca di preservare le conquiste del tardo
capitalismo, e allo stesso tempo di andare oltre ciò che il suo sistema
di valore, le sue strutture di governance e le sue patologie di massa
permettano (...)